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Le prossime settimane, i prossimi mesi, saranno un periodo fondamentale per instaurare un rapporto di fiducia tra clienti e tour operator.

La comunicazione e maggiormente la messaggistica, sono le risorsa chiave da utilizzare con tutti quei clienti, o potenziali clienti, che non sono ancora totalmente pronti o convinti nel tornare a viaggiare di nuovo post COVID.


Dati utili alla segmentazione

Il rapporto Ready for Take Off, di Apptopia, Braze e Skyscanner, rivela che solo il 19% delle persone si sente già sicuro a viaggiare, il 22% non ha intenzione di farlo finché la maggior parte della popolazione non sarà vaccinata, ancora altri, aspetteranno mesi dopo la vaccinazione della maggioranza e il 16% sostiene addirittura di non voler viaggiare fino al raggiungimento dell’immunità di gregge.

Vediamo chiaramente che i dati non promettono un miglioramento imminente per il settore turistico, il che ci porta a dover studiare quel segmento di persone che è più propensa a viaggiare.

Di questi ultimi il 59%, si sente sicuro a spostarsi nel proprio paese, il 32% però, eviterà di viaggiare all’estero.

Comunicare ed informare

In termini di messaggistica e informazioni, i viaggiatori pretendono alti livelli di coinvolgimento da parte dei tour operator. Comunicare aggiornamenti ormai non è più un valore aggiunto, ma un intervento essenziale per il mantenimento e l’acquisizione dei clienti.

La maggior parte di essi, infatti, afferma di poter considerare l’idea di prenotare con agenzie diverse, qualora non gli venissero fornite tutte le informazioni dettagliate riguardanti il viaggio e gli accorgimenti da prendere in termini di sicurezza della località scelta per il soggiorno.

Anche il canale di consegna della messaggistica è importante: il 43% dei clienti preferisce ancora la classica e comoda e-mail. Altri invece, percepiscono nella chiamata un’attenzione al cliente maggiore, che li porta alla tranquillità, alla fiducia e ad una sensazione di maggiore sicurezza.

Se il vostro segmento di riferimento è quello dei giovani, il consiglio è quello di un’approccio più diretto tramite le app di messaggistica instantanea, come ad esempio Whatsapp, Telegram etc.

Se prima della pandemia le informazioni richieste alla prenotazione di un viaggio potevano variare da condizioni metereologiche, ai luoghi da visitare o ristoranti dove mangiare, la situazione COVID di una località, oggi, è ovviamente la notizia base da dare ai clienti.

Per essere più dettagliati possibile il suggerimento è quello di includere nel vostro messaggio di conferma della prenotazione, le politiche di sicurezza dell’hotel in questione, lo stato dell’avanzamento del virus nella destinazione e i vari regolamenti locali correlati.

Prenotazioni da mobile

Mentre in alcuni paesi del mondo, come l’Asia, c’è un calo del 24% nell’uso delle app delle OTA rispetto a prima della pandemia e i viaggiatori stanno acquistando quasi il 20% di viaggi in meno rispetto al gennaio 2020, In Europa, Medio Oriente e Africa sono in calo del 36%, ma i viaggiatori stanno acquistando il 43% di viaggi in più rispetto ad aprile 2020.

In America, invece, l’utilizzo delle app OTA è aumentato del 41% rispetto ai livelli pre-COVID e i viaggiatori stanno facendo il 71% in più di acquisti rispetto ai livelli di aprile 2020.

Questo ci indica che, inevitabilmente, i numeri in calo determinano una grande perdita nelle vendite dei viaggi, ma che allo stesso tempo sono il mezzo preferito dai clienti di tutto il mondo per la prenotazione rapida e sicura della loro vacanza.

É importante, per chi non avesse già intrapreso questa strada, potenziare al massimo i vostri siti web da Mobile. Questo aiuterà le singole strutture ricettive a tenere testa alle app di prenotazione e ai Tour Operator di stare al passo con le tecnologie attualmente più in voga.

Pricing

Ricordatevi infine di fare sempre pricing, perchè il costo di un viaggio è ancora un fattore determinante per la prenotazione.
Di quel segmento di popolazione già pronto a viaggiare, almeno la metà ha avuto problemi economici dovuti alla crisi della pandemia. I Tour Operator, ora più che mai, devono riuscire a bilanciare il low-cost con la sicurezza, per garantire a tutti la possibilità di riprendere a viaggiare.


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