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Nell’estate del Covid, segnata da veri e propri tracolli nel settore turistico, l’Italia si scopre comunque più forte, o meno debole se non altro, di due concorrenti diretti come Francia e Spagna. Merito della maggiore flessibilità del nostro sistema di accoglienza, che ha permesso al nostro Paese di compensare parzialmente la riduzione dei flussi di turisti dall’estero con l’aumento del mercato interno.

L’Agenzia nazionale italiana del turismo – Enit – ha elaborato i dati dei primi otto mesi del 2020, arrivando a queste  conclusioni: è vero, da un lato, che il contributo diretto del turismo all’economia italiana in termini economici diminuirà di 2,6 punti percentuali nel 2020 (pari al 3,2% del Pil) rispetto al 2019 (quando era il 5,7% del Pil).

Tuttavia, benché significativo, questo calo è inferiore a quello di molti altri Paesi: 4,5% la Francia, 3,1% la Spagna.

Fonte: La Stampa.

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